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martedì 26 gennaio 2021

Se o sé? Se stesso o sé stesso? Qual è la grafia corretta?

 



ACCENTI: SE O SÉ





Perché a volte il se richiede l’accento e altre no?



Semplicemente perché siamo di fronte a due omonimi (se – congiunzione / se – pronome riflessivo), quindi per distinguere uno dall’altro, è consuetudine avvalersi dell’utilizzo dell’accento.



SE – CONGIUNZIONE CON VALORE IPOTETICO



Se non stai bene, vai dal dottore.

Se mai dovessi andare in America, ci andrei in aereo.

Fai come ti dico, senza se e senza ma.

La amo come se fosse l’unica al mondo. (in questo caso, come se indica un paragone ipotetico).



SÉ – PRONOME PERSONALE RIFLESSIVO DI TERZA PERSONA



A volte è così egoista da pensare solo a sé.

Sarebbe anche giusto, di per sé.

Ultimamente Andrea si è chiuso in sé.

Come è pieno di sé!

Chi fa da sé, fa per tre.



Nel caso di sé pronome riflessivo, l’accento da usare è quello acuto (é) e non grave (è).



ECCEZIONE ALLA REGOLA



Un dubbio che viene a molti è l’uso dell’accento quando si deve utilizzare il pronome riflessivo sé seguito dall’aggettivo dimostrativo stesso (e tutte le sue forme).

La risposta più logica e diretta da dare sarebbe quella di togliere l’accento, in quanto il se seguito da stesso è ovvio che sia usato in veste di pronome riflessivo, non può essere una congiunzione (es.: Ama se stesso più di ogni altra cosa.), però anche qui ci sono dei casi in cui possiamo essere tratti in inganno.

Quali sono? Il plurale.

Se stessi / se stesse può essere facilmente confuso con il congiuntivo del verbo “stare”.



Se stessi bene, non andrei dal dottore. (congiuntivo)

Pensare solo a se stessi non è mai una bella cosa. (pronome riflessivo)



Quindi, in questo caso, sta a voi scegliere se usare o meno l’accento. Mentre per il pronome riflessivo sé serve sempre l’accento per distinguerlo dalla congiunzione se, quando si usa la forma se stesso (in tutte le sue forme) non si può avere il dubbio che si tratti di un pronome (tranne per il plurale, come abbiamo visto, ma si capirebbe comunque dal contesto).



Perché ci sono casi in cui è obbligatorio seguire una regola e altri in cui si può scegliere?



Semplicemente perché il se da solo può ricoprire entrambi i ruoli di cui sopra, quindi è molto facile confonderli, mentre se seguito dall’aggettivo dimostrativo stesso si è sicuri che si tratta di un pronome personale. Meno per il plurale, aggiungerei.



Quindi, cosa fare?



Scegliere deliberatamente se usare l’accento oppure no nei casi di se stesso / se stessa / se stessi / se stesse. L’importante è poi mantenere la scelta fatta per tutta la lunghezza del vostro scritto.



Non mi stancherò mai di dirlo: l’uniformità è la cosa più importante!

martedì 19 gennaio 2021

Sì o sì? Qual è la grafia corretta?



SCRIVERE CORRETTAMENTE: SI O Sì?


Mentre mi dedicavo alla recensione delle storie che mi venivano proposte su Wattpad mi sono resa conto di avere un buon occhio nel notare errori o sviste, quindi ho inserito una parte – nel servizio di recensioni che gestivo lì – riguardante tutti gli errori grammaticali più diffusi.


Perché sì, chi scrive, il più delle volte si concentra sulla scrittura, sul riempire un foglio bianco con le proprie idee, dar una forma a quello che si ha in mente, insomma si devono costruire le frasi, scegliere qualche aggettivo particolare, impostare i discorsi diretti al meglio, ce ne sono di cose alle quali pensare. Quindi, il più delle volte, qualcosa riguardante la grammatica sfugge… oppure si entra in uno stato di confusione tale da non capire più quando ci va effettivamente un accento o un apostrofo e quando non ha ragione di esserci. È capitato moltissime volte anche a me di avere questo genere di dubbi, quindi cosa si fa generalmente in questi casi? Si cerca nel web! A volte si riesce a trovare la risposta alla propria domanda, altre invece ci si deve scervellare un pochino per capire se quello che abbiamo trovato si può o meno adattare al proprio caso.



Oggi sono qui per far luce sull’utilizzo dell’accento nel caso di: SI e Sì. Quando serve l’accento e quando no?



È un dubbio che viene a molti e ho spesso incontrato la grafia errata nelle mie letture. Ricordiamoci che in questo caso si hanno due significati diversi della stessa parola, quindi è molto molto importante prestare attenzione all’utilizzo corretto.


L’accento serve SEMPRE nel caso in quale si utilizza Sì con valore di avverbio di affermazione. Cosa vuol dire? In parole povere, se dobbiamo affermare qualche cosa oppure rispondere affermativamente a una domanda, la i va assolutamente accentata. Ricordo anche che va sempre utilizzato l’accento grave (ì) e non acuto (í), dato che la i con accento acuto non esiste nell’ortografia italiana.

Vediamo un po’ di esempi:



  • Vai al cinema oggi? Sì, ci vado.

  • Questo sì che è un bel problema!

  • Ti va una fetta di torta? Sì, sì, grazie.

  • Ha detto sì.



L’accento invece NON ci va mai quando dobbiamo utilizzare il SI in vesti di pronome riflessivo atono di terza persona singolare.

Vediamo un po’ di esempi:


  • Lui si sta divertendo molto.

  • Come si dice?



Senza accento si scrive anche si inteso come nota musicale.


es.: Suona un si minore.




Ricapitolando, il concetto è molto semplice: quando si tratta di un’affermazione la i va accentata, in tutti gli altri casi non richiede l’accento.

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